Home » Il mondo dell'ombrello » Ombrelli fashion: da accessori antipioggia a protagonisti dello stile
Sono più di semplici accessori: gli ombrelli fashion esistono da molto prima che qualcuno li chiamasse così e per secoli hanno dichiarato rango, ricchezza, perfino il potere di chi li portava. Poi, per buona parte del Novecento, l’ombrello è diventato un oggetto da dimenticare all’ingresso, nero, anonimo, abbandonato nel portaombrelli fino al prossimo temporale. Oggi l’ombrello torna a essere uno strumento per parlare di sé, quanto le scarpe che indossi o la borsa che scegli.
La storia dell’ombrello nasce sotto la luce del sole, non sotto la pioggia. Nell’antico Egitto, in Cina e in India il parasole proteggeva sovrani e dignitari dai raggi solari, e la sua presenza segnalava chi stava a capo della gerarchia sociale e chi occupava i gradini inferiori. In Cina si diffusero presto le versioni in carta oleata, in grado di riparare anche dall’acqua.
In Europa ci volle un po’ prima che l’ombrello venisse adottato da tutti per uscire sotto gli acquazzoni o la pioviggine, poiché questo oggetto fu accompagnato da parecchio scetticismo. Nella Londra del Settecento il commerciante Jonas Hanway girava con un ombrello in mano e veniva deriso per strada: si pensava che il suo fosse un vezzo femminile o straniero. Nel giro di qualche decennio, però, l’accessorio conquistò anche gli uomini e, nel 1852, l’industriale inglese Samuel Fox brevettò il telaio Paragon, con stecche in acciaio scanalate a U, più leggere ed elastiche di quelle in osso di balena o in acciaio pieno. Da allora, l’ombrello diventò un prodotto sempre più accessibile.
Se ti chiedi come è fatto un ombrello e chi lo ha inventato, sappi che alla domanda chi ha inventato l’ombrello non è possibile rispondere con un nome e un cognome. Non c’è un unico inventore dell’ombrello, ma esiste una lunga serie di perfezionamenti distribuiti in diversi continenti e diverse epoche.
L’umanità assistette a una tappa decisiva della storia dell’ombrello nel 1930, quando in Germania venne brevettato uno dei primi modelli telescopici (lo Knirps): quello fu l’antenato del moderno ombrello tascabile.
Nell’Ottocento l’ombrello entra nei salotti e nei quadri. Renoir lo mette al centro di una delle sue tele più note, “Gli ombrelli”, nella quale una folla parigina si muove sotto una fitta trama di cupole scure. Nel secolo successivo tocca alla fotografia e al cinema: Marilyn Monroe in spiaggia con un rosso ombrello a pois, Gene Kelly che danza accompagnato proprio da un ombrello sotto un acquazzone in “Cantando sotto la pioggia”, Mary Poppins che vola via stringendo il manico a pappagallo del suo.
L’ombrello nel cinema compare spesso e da lì alle passerelle il passo è stato breve. Le maison hanno cominciato a disegnare ombrelli coordinati alle collezioni, e l’ombrello fashion ha iniziato a completare i look delle giornate in cui il meteo è avverso. A pensarci, ha perfettamente senso: se lo porti con te per ore, tanto vale che ti rappresenti o che si abbini al tuo outfit.
Così oggi la scelta è ampia e incredibile, e ogni tipologia risponde a uno stile di vita e a un gusto.
L’ombrello elegante lungo, con manico curvo in legno o in materiale lucido, rimane un must per chi ama le linee classiche. Questo è il modello che la tradizione riconosce come ombrello old school, con stecche lunghe, copertura ampia, apertura manuale o automatica. Completa alla perfezione i look formati da un cappotto sartoriale o un trench leggero e puoi trovarlo sia tra gli ombrelli da donna che tra gli ombrelli da uomo.
Se esci al mattino con il sole e rientri la sera sotto un cielo incerto, gli ombrellini da borsetta ti salveranno la giornata. Un mini-ombrello occupa lo spazio di un portaocchiali, pesa poco e sparisce in qualsiasi borsa o borsello. Chi cerca un ombrello pieghevole da donna tende a privilegiare fantasie vivaci e colori pieni, dall’ombrello rosa ai motivi floreali, ma non mancano versioni più sobrie adatte a tutti. Tra gli ombrelli da borsa sono molto apprezzati quelli con apertura e chiusura automatica, perfetti anche come ombrelli pieghevoli per l’uomo: con una mano sola gestisci ombrello e hai sempre l’altra libera.
Con le nuove tecnologie e i nuovi design, sono nati ombrelli particolari che giocano con forma, stampa e meccanismo: il modello reversibile si chiude al contrario e trattiene l’acqua all’interno, così non bagni l’auto o il pavimento di casa; il salvagoccia risolve lo stesso problema in modo diverso, mentre gli ombrelli trasparenti lasciano vedere il cielo e stanno bene con qualsiasi abito. Curiosità: gli ombrelli trasparenti sono i più diffusi in Giappone, perché possono essere acquistati nei konbini e spesso salvano le persone dai temporali improvvisi.
Poi ci sono gli ombrelli originali nati dalla collaborazione con illustratori, come la serie in edizione limitata di ombrelli illustrati di Ale Puro. Nel mercato circolano anche proposte al limite del gadget, dall’ombrello a forma di bottiglia o spada, a qualche ombrello strano con cupole a becco d’anatra: gli ombrelli simpatici hanno il loro pubblico, a patto che la struttura regga la prima folata di vento.
Il cerchio si chiude tornando alle origini. Gli ombrelli da sole sono tornati di moda nelle città più calde e ai matrimoni estivi, occasioni in cui un parasole riesce a proteggere la sposa e diventa parte della scenografia.
Oggi, grazie a un’attenzione maggiore ai rischi dei raggi solari per la salute, sono sempre più diffusi ombrelli portatili UPF (Ultraviolet Protection Factor) progettati per schermare dai raggi UV.
Un ombrello di marca si riconosce dal logo, ma la qualità è nei piccoli dettagli. Gli ombrelli firmati e gli ombrelli di lusso sono un investimento corretto solo se la struttura è all’altezza dell’estetica, e per valutarla bisogna conoscere e osservare i componenti dell’ombrello. L’asta deve essere robusta e ben centrata, le stecche, in acciaio o in fibra di vetro, determinano la resistenza al vento: la fibra flette senza spezzarsi? E il tessuto è di qualità? Bisognerebbe controllarne la trama e le cuciture, perché è lì che l’acqua trova i primi varchi. Manico e puntale completano il tutto, e un manico mal bilanciato diventa anche molto spiacevole dopo una camminata di mezz’ora.
Gli ombrelli Made in Italy della nostra produzione, iniziata nel 1945 in uno scantinato vicino Milano, sono alla base dei nostri 80 anni di attività. Tra i nostri modelli Made in Italy, alcuni coinvolgono artisti del territorio, in più puoi trovare diverse proposte di ombrelli ecologici in plastica riciclata.
La vendita di ombrelli online ti permette di confrontare modelli, colori e misure senza fretta, comodamente a casa e dal tuo dispositivo. Tra la nostra selezione puoi trovare ombrelli per bambini, per donna, uomo, cerimonia e anche ombrelli in offerta. Effettuando l’acquisto di ombrelli online sul nostro sito riceverai i tuoi prodotti nel giro di pochi giorni.
Gli ombrelli eleganti si distinguono per linee essenziali, materiali curati e dettagli capaci di valorizzare il look. I modelli lunghi con manico curvo, soprattutto in legno o materiali di pregio, sono una scelta classica e raffinata. Anche gli ombrelli pieghevoli possono essere eleganti, grazie a colori, fantasie e finiture pensate per abbinarsi a diversi stili.
Non esiste un unico materiale migliore in assoluto: la qualità di un ombrello dipende dall’insieme di struttura, stecche, tessuto e componenti. Per le stecche, l’acciaio offre robustezza, mentre la fibra di vetro è apprezzata per la sua flessibilità e capacità di flettersi sotto la spinta del vento. Anche il tessuto della copertura e la qualità delle cuciture contribuiscono alla durata dell’ombrello.
Gli ombrelli progettati per resistere al vento hanno generalmente una struttura flessibile e stecche capaci di assorbire le sollecitazioni senza deformarsi facilmente. La resistenza dipende però dal modello e dalle sue caratteristiche costruttive: è quindi importante verificare i materiali utilizzati e le indicazioni del produttore, senza considerare un ombrello come completamente resistente alle forti raffiche.
Per scegliere un ombrello pieghevole è utile valutare prima di tutto dimensioni e peso, soprattutto se deve essere portato quotidianamente in borsa o nello zaino. Anche il sistema di apertura, la qualità delle stecche, il materiale della struttura e la copertura sono importanti. Se viene utilizzato spesso, conviene privilegiare un modello compatto ma costruito con materiali resistenti e ben rifiniti.
La differenza principale riguarda la funzione per cui sono progettati. L’ombrello nasce soprattutto per proteggere dalla pioggia, mentre il parasole è pensato per schermare dalla luce solare e dai raggi UV. Esistono però modelli progettati per offrire protezione sia dalla pioggia sia dal sole, grazie a tessuti e caratteristiche specifiche.